Che cos'è la liturgia? 

La liturgia è la celebrazione del Mistero di Cristo e in particolare del suo Mistero pasquale. In essa, mediante l'esercizio dell'ufficio sacerdotale di Gesù Cristo, con segni si manifesta e si realizza la santificazione degli uomini e viene esercitato dal Corpo mistico di Cristo, cioè dal capo e dalle membra, il culto pubblico dovuto a Dio.

Il termine “liturgia” significa originalmente “opera pubblica”, “servizio da parte del/e in favore del popolo”. Nella tradizione cristiana vuole significare che il popolo di Dio partecipa all'“opera di Dio” [Gv 17,4](Cfr. CCC, 1069). Attraverso la liturgia Cristo, nostro Redentore e Sommo Sacerdote, continua nella sua Chiesa, con essa e per mezzo di essa, l'opera della nostra redenzione. «Quest’opera della redenzione umana e della perfetta glorificazione di Dio, che ha il suo preludio nelle mirabili gesta divine operate nel popolo dell’Antico Testamento, è stata compiuta da Cristo Signore, specialmente per mezzo del mistero pasquale della sua beata passione, risurrezione da morte e gloriosa ascensione» (CCC, 1067).

Pantocratore

È questo il mistero di Cristo che la Chiesa «annunzia e celebra nella sua liturgia, affinché i fedeli ne vivano e ne rendano testimonianza nel mondo» (CCC, 1068). “La liturgia, infatti, mediante la quale, massimamente nel divino sacrificio dell'Eucaristia, “si attua l'opera della nostra redenzione”, contribuisce in sommo grado a che i fedeli esprimano nella loro vita e manifestino agli altri il mistero di Cristo e la genuina natura della vera Chiesa” [Sacrosanctum concilium, 2].

«Attraverso la liturgia Cristo, nostro Redentore e Sommo Sacerdote, continua nella sua Chiesa, con essa e per mezzo di essa, l’opera della nostra redenzione» (CCC, 1069). Quindi, questa «opera di Gesù Cristo», perfetta glorificazione di Dio e santificazione degli uomini, è il vero contenuto della liturgia. «Giustamente perciò la liturgia è ritenuta quell'esercizio dell'ufficio sacerdotale di Gesù Cristo, mediante il quale con segni sensibili viene significata e, in modo proprio a ciascuno, realizzata la santificazione dell'uomo, e viene esercitato dal corpo mistico di Gesù Cristo, cioè dal Capo e dalle sue membra, il culto pubblico integrale. Perciò ogni celebrazione liturgica, in quanto opera di Cristo Sacerdote e del suo corpo, che è la Chiesa, è azione sacra per eccellenza, e nessun'altra azione della Chiesa ne uguaglia l'efficacia allo stesso titolo e allo stesso grado» [Sacrosanctum concilium, 7].

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Che posto occupa la liturgia nella vita della Chiesa? 

La liturgia, dunque, è opera di Cristo ma è anche un'azione della sua Chiesa. Essa realizza e manifesta la Chiesa come segno visibile della comunione di Dio e degli uomini per mezzo di Cristo. Impegna i fedeli nella vita nuova della comunità. Esige “che i fedeli vi prendano parte consapevolmente, attivamente e fruttuosamente” [Conc. Ecum. Vat. II, Sacrosanctum concilium, 11]. 

La sacra liturgia non esaurisce tutta l'azione della Chiesa” [Sacrosanctum concilium, 9]: essa deve essere preceduta dalla evangelizzazione, dalla fede e dalla conversione; allora è in grado di portare i suoi frutti nella vita dei fedeli: la vita nuova secondo lo Spirito, l'impegno nella missione della Chiesa ed il servizio della sua unità.

La liturgia è anche partecipazione alla preghiera di Cristo, rivolta al Padre nello Spirito Santo. In essa ogni preghiera cristiana trova la sua sorgente e il suo termine. Per mezzo della liturgia, l'uomo interiore è radicato e fondato [Ef 3,16-17] nel “grande amore con il quale il Padre ci ha amati” (Ef 2,4) nel suo Figlio diletto. Ciò che viene vissuto e interiorizzato da ogni preghiera, “in ogni occasione nello Spirito” (Ef 6,18) è la stessa “meraviglia di Dio”.

“La liturgia è il culmine verso cui tende l'azione della Chiesa e, insieme, la fonte da cui promana tutta la sua virtù” [Sacrosanctum concilium, 10]. Essa è quindi il luogo privilegiato della catechesi del Popolo di Dio. “La catechesi è intrinsecamente collegata con tutta l'azione liturgica e sacramentale, perché è nei sacramenti, e soprattutto nell'Eucaristia, che Gesù Cristo agisce in pienezza per la trasformazione degli uomini” [Giovanni Paolo II, Esort. ap. Catechesi tradendae, 23]. (CCC 1075) La catechesi liturgica mira a introdurre nel mistero di Cristo (“essa è infatti mistagogia), in quanto procede dal visibile all'invisibile, dal significante a ciò che è significato, dai “sacramenti” ai “misteri”.

Chi celebra nella Liturgia?

La Liturgia è innanzitutto azione di Cristo, eterno sacerdote; ma è anche celebrazione della Chiesa, intimamente associata a lui nel santificare gli uomini e nel lodare il Padre.

E’ tutta la Comunità, il Corpo di Cristo unito al suo capo che celebra. L’assemblea che celebra è la comunità dei battezzati i quali, per la rigenerazione e l’unzione dello Spirito Santo, vengono consacrati a formare una dimora  spirituale e un sacerdozio santo.

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Quando si dice che l’assemblea “celebra”, cosa si intende? Celebrare  rimanda a quello che può essere un invito ad una festa. Chi invita prepara in modo accogliente il luogo d’incontro, poi fa trovare agli ospiti cibo, bevande,musica, regali… E chi invece è invitato? Prima di tutto si reca all’incontro con gioia e, come riconoscenza per  essere stato chiamato alla festa, porta un segno, un dono. Così, c’è un reciproco scambio di attenzioni e si crea unione, comunione, gioia.

“Celebrare” nella Liturgia  ricorda questo incontro. Il Signore ci chiama perché siamo la sua famiglia, figli nel Figlio. Si intrattiene con noi come con amici, parlandoci attraverso le Sacre Scritture, ci dona il Suo Figlio nell’Eucaristia perché abbiamo la forza di essere luce e sale della terra, ma soprattutto perché possiamo conoscerLo sempre più intimamente. A questo amore cosa rispondiamo? Partecipando attivamente (non come muti spettatori) alla celebrazione: cantando con gioia sapendo che non siamo soli, ma una grande famiglia unita da Cristo; rispondendo  alle preghiere pensando a ciò che si dice; ascoltando con cuore aperto e disponibile la Parola proclamata; ricevendo il Corpo di Cristo con gratitudine e adorazione…

Questo significa prendere parte alla celebrazione consapevolmente, attivamente e fruttuosamente.

Chiediamoci: qual è la presenza di Cristo nella Liturgia?  Per realizzare l’opera della salvezza, Cristo è sempre presente nella sua Chiesa, in modo speciale nelle azioni liturgiche. E’ presente nel Sacrificio della messa sia nella persona del ministro, sia soprattutto sotto le specie eucaristiche. E’ presente con la sua virtù nei Sacramenti, di modo che quando uno battezza è Cristo stesso che battezza. E’ presente nella sua Parola, poiché è Lui che parla quando nella Chiesa si legge la  Sacra Scrittura. E’ presente infine quando la Chiesa prega e loda, lui che ha promesso: “Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, là sono io, in mezzo a loro” (Mt 18,20).

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